AltroSud, il Blog/Shock di Francesco Caruso, scosse di defribillazione scritta per far riprendere i cuori a battere e le menti a pensare


Due o tre domande al compagno Niki Vendola su primarie e democrazia partecipata
dicembre 19, 2010, 9:01 pm
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I)Le primarie e la crisi della rappresentanza.

Attorno a Niki Vendola si è venuto formando un movimento per il rinnovamento della rappresentanza che si caratterizza, in primo luogo, come tentativo di usare la forma delle elezioni primarie per scegliere i candidati della coalizione di centro–sinistra, tanto a livello nazionale che locale.

Va da se che questo movimento non è stato partorito dalla facoltà d’affabulazione del Nostro; piuttosto è il risultato del lavoro collettivo, minuto ma certo non privo di passione civile, di un ceto politico che si raccoglie attorno al governatore delle Puglie. Questo personale proviene, per la parte più consistente e significativa, Continua a leggere



Dall’Irpinia all’Abruzzo : I terremotati a Sud tra potere e resistenza
novembre 21, 2010, 1:51 pm
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Era il 23 novembre 1980 quando la terra scosse l’Irpinia e da allora continuiamo ad andare avanti di emergenza in emergenza.

E’ questa la caratteristica governamentale del nostro meridione, dai tribunali speciali della legge Pica alle sempreverdi leggi speciali contro la mafia, il commissariato straordinario per il terremoto in Irpinia si inscrive in perfetta continuità con la storia politica e sociale del nostro sud.

Finita l’emergenza colerica del 1974, arrivò il terremoto: dalle macerie dei paesi Continua a leggere



domattina all’alba sciopero dei migranti contro i caporali
ottobre 7, 2010, 3:32 pm
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DIAMO SOGGIORNO AI DIRITTI
Settimana di mobilitazione per i diritti delle e dei migranti

L’attacco ai diritti e alla dignità dei migranti, che ha conosciuto la sua pagina più oscura nelle giornate di Rosarno, continua. Il progetto di aprire altri CIE, gli sgomberi e le deportazioni senza alternative dei Rom e Sinti sono solo alcuni esempi della cronaca di questi giorni di un ulteriore imbarbarimento causato da scelte politiche che considerano i migranti solo come manodopera a buon mercato. L’attacco ai diritti dei migranti è un aspetto dell’attacco ai diritti di tutti.
La crisi è in questo senso il terreno sul quale insieme, migranti e non, possiamo costruire un nuovo orizzonte di lotta, contro la precarietà, per i diritti dei migranti e di tutti.
Per farlo, abbiamo bisogno di guardare alla specificità della condizione dei migranti, alla brutale violenza che caratterizza il governo dei loro corpi e delle loro vite, per costruire una nuova presa di parola collettiva, politica, culturale e sociale, che partendo dall’universalità del diritto rivendica il diritto di voto amministrativo, la cittadinanza basata sullo ius soli per i cittadini migranti, il permesso di soggiorno per uscire dalla clandestinità forzata.
Per questo daremo vita ad una settimana di mobilitazioni contro lo sfruttamento, il razzimo e la camorra per la regolarizzazione e i diritti così articolata:
8 Ottobre Sciopero dei migranti “Stop Sfruttamento, Diritti e Dignità”– Blocco delle rotonde contro lo sfruttamento e il caporalato. Tra Caserta e Napoli in tante rotonde i lavoratori immigrati rifiuteranno di lavorare per meno di 50 €.
9 Ottobre – Corteo contro il razzismo, lo sfruttamento e le camorre a Caserta per il permesso di soggiorno e i diritti di cittadinanza.
La mobilitazione proseguirà a Roma il 14 e del 15 ottobre, quando daremo vita ad un presidio davanti al Ministero dell’Interno insieme a quanti in tante parti di Italia hanno lottato e aperto vertenze, lanceremo un ponte verso le mobilitazioni contro la precarietà e per i diritti che si svolgeranno in quei giorni, a partire dal corteo contro la crisi indetto dalla Fiom il 16 ottobre che si propone come spazio pubblico comune e quindi come occasione per rimetterci in cammino in tanti, uniti contro la crisi.
Contrastare lo sfruttamento del lavoro nero, con il recepimento della Direttiva Europea 52, applicare ed estendere l’articolo 18 del Testo Unico anche a chi denuncia di essere stato costretto all’irregolarità del lavoro, ma anche e soprattutto mettere in campo un percorso permanente di emersione che, oltre a dare la possibilità a chi è stato truffato nel corso dell’ultima sanatoria di ottenere il permesso di soggiorno, offra una uscita generalizzata dalla schiavitù e dallo sfruttamento per centinaia di migliaia di migranti ancora oggi costretti alla clandestinità. Prorogare la durata del permesso di soggiorno, garantire il permesso a chi oggi ha perso il lavoro e fatica a trovarne uno nuovo senza che incomba la minaccia di espulsione. Queste sono alcune delle rivendicazioni che porteremo alle istituzioni locali e direttamente al Ministero dell’Interno il 15 ottobre a Roma
In queste mobilitazioni vogliamo costruire una forte iniziativa sociale che veda studenti, precari, lavoratrici e lavoratori, cittadine e cittadini italiani e migranti, rispondere insieme a chi sta utilizzando la crisi per annullare le conquiste sociali e riportare la società a un passato in cui vale solo la legge del più forte.

Coordinamento antirazzista di Caserta

Info: per contribuire alla mobilitazione csaexcanapificio@libero.it 333/4752396



Dalle reti del Sud – una presa di parola altermoderna, autonoma, resistente
ottobre 3, 2010, 9:22 pm
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di Giso Amendola, Antonio Musella, Carmine Pace, Giovanni Pagano, Leandro Sgueglia, Pietro Sebastianelli, Alessandro Terra, Tiziana Terranova, Francesco Caruso

1. Il sud e la crisi: il neoliberismo e le zone d’eccezione

Le crisi, ci hanno spesso avvertito i teorici del “sistema-mondo” non hanno un impatto omogeneo dovunque. Le crisi presentano geografie complesse, articolazioni discontinue, intensità variabili. Questa crisi, in particolare, si distingue per la creazione di zone in cui il neoliberalismo opera con strumenti di eccezione, che associano politiche di disarticolazione sociale ad una forte opera di prelievo delle risorse. N. Klein ha illustrato i brutali movimenti, nelle crisi, della shock economy: si approfitta dell’occasione offerta dalla crisi per abbattere le resistenze sociali e creare il terreno per terapie d’urto che assicurano l’imposizione di politiche ultraliberiste altrimenti impossibili. A. Ong ha parlato significativamente di “neoliberalismo come eccezione” – per illustrare questo ritorno, all’interno del neoliberalismo, alla costruzione di zone di prelievo di risorse e di imposizione di regimi di sfruttamento “eccezionali.”

A leggerla da Sud, la crisi appare come la costruzione del Sud come zona di sfruttamento eccezionale, secondo una lunga tradizione di costruzione della subalternità, e, allo stesso tempo, come l’inserimento del Sud stesso come elemento di piano nella gestione della crisi. L’impatto della crisi, che vuol dire perdita del potere d’acquisto dei salari, disoccupazione, distruzione degli ammortizzatori sociali e del welfare anche su base regionale, ha un impatto a Sud profondamente più devastante ed aggressivo. Continua a leggere



Dalla Fiat di Pomigliano, una lezione di disobbedienza sociale
giugno 27, 2010, 12:43 pm
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1673 lavoratori Fiat su 4642 hanno votato No al piano Fiat 2010-2014, spiazzando le previsioni di sindacalisti, ministri, manager, capi e capetti e quanti li volevano docili fino al punto di accettare un piano autoritario, di stampo antioperaio.
Quei 1673 no, sono ancora più forti se si pensa al clima che ha attraversato la vicenda Fiat di Pomigliano. Il pressing aziendale e mediatico è stato forte: minacce di chiusura dello stabilimento, dvd e marce aziendali, articoli di pennivendoli felici di potersi lanciare nella difesa del padrone.
Tutto questo coro ossessivo, unanime e bipartisan di incoraggiamento agli operai a filar dritto e a subire passivamente l’ulteriore schiavizzazione di un rapporto di lavoro già di per sé segnato da sudore e fatica, però non ha funzionato dinanzi all’insofferenza di chi ogni giorno deve far i conti con l’imprigionamento del proprio corpo nelle cellule asfissianti della produzione automatizzata. Continua a leggere



elenco manifestazioni contro la strage israeliana di oggi
maggio 31, 2010, 5:46 pm
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31 MAGGIO 2010
Arezzo: ore 19 davanti alla Prefettura
Benevento: ore 18 – davanti alla Prefettura
Bergamo ore 18.00 Piazza Vittorio Veneto
Bologna: ore 17.00 in piazza Maggiore
Cagliari: ore 18:00 al Bastione
Empoli : ore 18:30 in Piazza della Vittoria
Ferrara: ore 18:30 Piazza Trento Trieste
Firenze ore 17.00 davanti a prefettura
Genova: ore 18.00 davanti alla Prefettura
Grosseto: ore 18 davanti a prefettura
L’Aquila ore 18.00 rotonda della Guardia di Finanza
Lecce ore 18:30 in Piazzetta De Pace
Lecco ore 18.00 davati al comune
Livorno ore 18.00 Piazza Grande
Mantova ore 18 davanti alla prefettura
Milano: ore 18.00 in piazza San Babila
Modena ore 17 sotto la Ghirlandina
Napoli: ore 17 piazza Plebiscito
Novara: ore 18 alla prefettura
Padova: ore 17:30 davanti alla prefettura
Parma ore 18.00 in Piazzale della Pace
Perugia: ore 18 Piazza Italia
Pisa: ore 17.00 in piazza xx Settembre
Pesaro – ore 18.30 davanti al Comune
Reggio Emilia – ore 19 Piazza Prampolini
Treviso – ore 18.00 davanti alla Prefettura
Roma, ore 17.00 piazza San Marco
Salerno: ore 18 corso Vittorio Emanuele (ex cinema Capitol)
Savona ore 18:00 piazza Mameli
Siena ore 18:00 davanti alla prefettura
Torino: ore 17.00 davanti a palazzo Nuovo
Trieste, 17.30 in Piazza Unità
Urbino ore 18:00 Piazza della Repubblica
Varese ore 17 davanti alla prefettura
Venezia ore 17.00 – Ponte di Rialto
Viareggio ore 17 davanti al comune
Vicenza – ore 18.30 davanti alla Prefettura



5 giugno: tutti in piazza a Roma. La crisi la paga chi l’ha provocata
maggio 27, 2010, 4:48 pm
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Il durissimo conflitto che si svolge in Grecia ha una importanza cruciale per le sorti dell’Europa sociale, per le condizioni di vita dei salariati, dei settori popolari, dei più deboli e indifesi tra i cittadini, per il futuro dei servizi pubblici, dei beni comuni, delle pensioni. E’ una lotta difficile contro la violenza di uno spietato sistema capitalistico che vorrebbe il fallimento economico e sociale di una intera nazione, un ulteriore impoverimento e perdita di diritti per milioni di lavoratori, disoccupati, pensionati e giovani.
Ma anche di noi parla la drammatica situazione del popolo ellenico perché l’attacco ai settori popolari, ai servizi sociali e ai beni comuni sta avvenendo in tutta Europa, anche se per il momento non nelle stesse spietate dimensioni greche. E parla ai salariati, ai precari, ai disoccupati, ai pensionati italiani, che nell’ultimo biennio sono stati ulteriormente spremuti dal potere economico e politico, con milioni di licenziati e cassaintegrati cui a breve scadrà ogni forma di ammortizzatore sociale, con il dilagare di un Continua a leggere



Massimo Tartaglia: l’ennesimo pazzo nelle stalle di Montelupo?
dicembre 18, 2009, 2:34 am
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Non sono i popoli a dover aver paura dei propri governi,
ma i governi che devono aver paura dei propri popoli”.
Thomas Jefferson

PROLOGO NEL MONDO VIRTUALE
[16 giugno 2007. Berlusconi, nel rispondere ad una sua sostenitrice che vuole sapere come far cadere il governo Prodi, dice: “ci vorrebbe un regicidio”. Le agenzie rilanciano l’incauta battuta e dopo solo pochi minuti ecco mettersi diligentemente in fila nel mondo virtuale dei mass-media, tutti i grandi e piccoli inamovibili attori del teatrino della politica, per recitare l’intercambiabile ruolo dell’esaltatore del bene proprio e del drammaturgo del male altrui].

13 dicembre 2009.
Il regicidio poteva prender corpo, ma forse svanisce per pochi centimetri.
Berlusconi è ferito. Che sia il manifestarsi dell’onere della prova riservato periodicamente al potere carismatico, quel potere che lacera inesorabilmente il corpo sociale tra avversari e sostenitori, ma ne pretende al tempo stesso una sua rappresentazione univoca come potenza trascendentale di propria legittimazione?
Vedremo. Certamente il volto insanguinato ci disvela quella sorta di “biopolitica del regicidio” che cerca di ricondurre alla fragilità umana colui il quale tenta di trascendere da essa: ma oggi il potere pastorale in grado di elevare il regicidio a strumento ultimo di riaffermazione e perfezione democratica si è dissolto nelle strategie della governamentalità tardo-liberale che già lo ritraducono in un volano per l’ulteriore accentuazione dei dispositivi di controllo e sussunzione.
Alla dimensione verticale del regicidio segue da sempre l’orizzontalità del dispiegamento massiccio degli strumenti della repressione.
Storia vecchia questa, se non antichissima.
Il regicida invece è sempre e comunque un rietto da rimuovere.
Come i suoi più illustri precedessori, Gaetano Bresci, Pietro Acciarito, Giovanni Passannante, anche per Massimo Tartaglia c’è sempre la medesima spiegazione “scientifica” che rigetta il regicidio all’esterno del mondo della ragione: la follia. Continua a leggere



Ma quale Francesco Caruso a capo del Forum delle Culture del comune di Napoli??
ottobre 13, 2009, 6:22 pm
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Sono costretto mio malgrado a scrivere questa breve nota per smentire “indiscrezioni” pubblicate nei giorni scorsi da alcuni giornalisti poco attenti.
Io non ho nulla a che fare e mai avrò nulla a che fare con il FORUM DELLE CULTURE 2013 promosso dal Comune di Napoli.
L’unica relazione che riesco a immaginarmi con un simile carrozzone è la contestazione di piazza contro le politiche di speculazione urbanistica e di drenaggio di denaro pubblico che si appresta a mettere in campo.
Pensare di delegare la gestione della cultura ad un manipolo di professionisti della politica e della burocrazia non solo è pura follia tardo-sovietica o giacobino-savoiarda, ma rientra in quella dinamica di rimodellamento della governance locale che qui al sud assume i contorni indigeribili di una sorta di “neoliberismo clientelare”.
Che ruolo possa avere io in una simile vicenda è presto detto: l’ “ex-noglobal Francesco Caruso, attuale ambasciatore presso l’Unesco” non esiste.
C’è un Francesco Caruso di troppo Continua a leggere



LA LEGGE E’ UGUALI PER TUTTI? MA VA LA’….
ottobre 9, 2009, 4:03 pm
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Le pesantissime condanne in corte di appello di oggi a Genova per i manifestanti contro il g8 lanciano un messaggio assurdo e inquietante: la prossima volta meglio assassinare qualcuno piuttosto che rompere una vetrina.
La giustizia italia condanna infatti l’agente Spaccarotella a solo 6 anni di reclusione per l’omicidio di Gabriele Sandri, ma anche a 3 anni e 6 mesi per gli agenti colpevoli dell’assassinio di Federico Aldrovandi.
E invece per i manifestanti contro il g8 di Genova si arriva a condanne a 16 anni di carcere.
Come se non bastassero le assoluzioni di De Gennaro e dei veri registi delle violenze di Genova, la corte d’appello vuole rimarcare l’uso di due pesi e due misure che non fanno altro che smentire e smascherare l’ipocrisia che si nasconde dietro la scritta che compare in ogni aula di tribunale: LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI.