AltroSud, il Blog/Shock di Francesco Caruso, scosse di defribillazione scritta per far riprendere i cuori a battere e le menti a pensare


Dopo i fatti di Castelvolturno, tutti in piazza a Caserta contro il razzismo

I drammatici fatti di Castelvolturno evidenziano ancor più l’esigenza di scendere in piazza contro l’intolleranza razzista e al fianco dei migranti.
Per questo motivo la manifestazione nazionale indetta per il 4 ottobre a Caserta dai centri sociali, associazioni e parrocchie che da anni lavorano in quel contesto specifico, assume una ancor più forte centralità per i movimenti, una manifestazione sulla quale dovrebbero convergere tutte le realtà antirazziste, le forze sinceramente democratiche, le comunità migranti.
La rabbia incontenibile manifestatasi ieri è frutto certo dell’emozione e del dolore della strage, ma anche dell’indignazione per un sentimento di discriminazione molto diffuso, che si mescola alla paura, alle piccole violenze e ai continui soprusi a cui gli immigrati supersfruttati di Castelvolturno sono quotidianamente sottoposti.
Bisogna trovare la forza di indignarsi e ribellarsi, non lasciarci scivolare addosso il fiume di sangue e di lacrime di Castelvolturno.
Una frustrazione ancor maggiore perchè il sentimento di insicurezza e di abbandono si combina con la percezione che lo stato italiano sia vessatorio solo quando si occupa del loro diritto di soggiorno. In una parola sola ‘razzista’, come il grido che risuona più spesso nella giornata.”
Ebbene, dobbiamo dimostrare loro che esiste un altro volto dell’Italia, oltre alla violenza dello stato e dell’antistato, esiste ancora nel nostro tessuto sociale un principio di umanità e di solidarietà che nessun governo, nessun pacchetto sicurezza e nessun ondata xenofoba potrà mai cancellare.

Racconto di Mimma dell’ex-canapificio: ‘Anzitutto sostengono l’estraneità delle vittime rispetto alla camorra. In realtà ci sono molti che ne conoscevano specificamente una o un’altra e rivendicano la dignità della sua memoria. Ci sono ad esempio tante persone con una fotografia di Kwame Antony Julius Francis, che di mestiere faceva il muratore e da pochi giorni era tornato da Milano. Kwame era in Italia da sei anni come richiedente asilo, fino al riconoscimento di uno status di protezione umanitaria. Altri ricordano il proprietario della sartoria, El Adji Ababa, di cui anche i vicini di casa italiani difendono la reputazione. Vicinissima alla sartoria c’è un agenzia della Western Union: diverse persone frequentano quel posto per inviare denaro ai parenti. E’ il caso probabilmente di Akey, una delle vittime che lavorava a Napoli come barbiere. In strada è presente la moglie, che ieri lo ha aspettato invano per ore prima di sapere della tragedia’.
Ma ancora più forte è l’indignazione per un sentimento di discriminazione molto diffuso, che si mescola alla paura e all’incertezza del futuro: tanti temono che passata l’onda della notizia la polizia si dimenticherà della strage. E che l’impunità dei colpevoli fissi il prezzo della vita di un immigrato in questa zona. Non sarebbe la prima volta. Molti qui ricordano la morte di Job Augustine, nigerino, gambizzato nella vicina Giugliano per ‘futili motivi’ e deceduto poi in ospedale. Una morte senza colpevoli, come altre morti o sparizioni che a volte non vengono neppure alla luce. ‘Appena siamo arrivati – continua Mimma – in tanti gridavano che se fosse morto Berlusconi domani ci sarebbe il colpevole. Invece per sei neri non succederà niente’. Un episodio simile, seppur minore, c’è stato a Napoli un anno fà . Dopo il ferimento alle gambe di due ragazzi immigrati, gambizzati probabilmente per una festa troppo rumorosa (..!!). I loro connazionali si riversarono in piazza bloccando le strade con i cassonetti. Il motivo della protesta stava nell’impressione di inerzia avuta dalla volante della polizia che loro stessi avevano allertato . Protagoniste erano le stesse comunità dell’africa occidentale, soprattutto ghanesi e nigeriani.
Un sentimento di frustrazione e di discriminazione che si sta quindi radicando, con l’impressione di essere compressi nel difficile status di persone senza diritti di cittadinanza e insieme oggetto dei peggiori stereotipi. Quando invece la stragrande maggioranza conosce il pane duro del lavoro sfruttato e non garantito nei tanti cantieri in nero dell’edilizia, nelle autorimesse, nelle piccole officine.
Una frustrazione ancor maggiore perchè il sentimento di insicurezza e di abbandono si combina con la percezione che lo stato italiano sia vessatorio solo quando si occupa del loro diritto di soggiorno. In una parola sola ‘razzista’, come il grido che risuona più spesso nella giornata.
‘In molti – aggiunge ancora Mimma – denunciano violenze o minacce dai padroni di casa che cercano di cacciare con la forza gli immigrati, perchè temono il sequestro dell’immobile dopo le nuove norme del ‘pacchetto sicurezza’. E dicono che spesso i Commissariati di zona si rifiuterebbero di raccogliere le loro denunce, soprattutto se l’immigrato è senza documenti’. Storie diffuse: proprio in queste settimane è venuta fuori quella di Angel, una donna sola con la sua bambina, che è stata picchiata a sangue dal proprietario di casa. Angel sostiene di essere andata dalla polizia con gli abiti ancora sporchi di sangue, ma che si sarebbero rifiutati di raccogliere il suo racconto.
In questo mix di rabbia, dolore, furia, indignazione e paura, i blocchi sono andati avanti fino alle dieci di sera. Intanto una delegazione di migranti ha incontrato il sindaco di CastelVolturno. Hanno chiesto la sua mediazione con le altre istituzioni perchè non ci sia impunità , perchè la verità venga a galla e siano valutate tutte le ipotesi, come ad esempio quella ‘estorsiva’. Hanno chiesto di riavere quanto prima i corpi delle vittime e di ricevere supporto rispetto all’ondata di azioni aggressive di chi vuole cacciarli dalle case. Il sindaco dal canto suo ha garantito che non avrebbe abbandonato mogli e figli delle vittime (vedremo…). Una parte della comunità immigrata ha annunciato così che domattina contribuirà a pulire le strade come segno di riconciliazione con gli altri abitanti ‘autoctoni’ di Castelvolturno :’perchè non protestiamo contro tutti gli italiani’. Ma la tensione resta alta, mentre dall’altra lato della città gruppi di residenti italiani protestano già per gli effetti del riot.
Per domani è annunciato l’arrivo degli ambasciatori, in particolare di quello del Ghana. Un fatto non apprezzato da tutti. Temono che in nome della ‘diplomazia’ possa sminuire le ragioni della protesta. Sembra che in passato non abbia dato prova di grande coraggio. Un dimostrante sintetizza così:’il governo italiano deve considerarlo un ottimo scendiletto’.

Appello/ Petizione Campagna antirazzista 2008

Non c’è sicurezza senza diritti
Per una nuova stagione di diritti e dignità dei migranti e rifugiati in Italia.

Dicono che l’afflusso di clandestini è un’emergenza nazionale.
Noi diciamo che il governo ha invocato lo stato di eccezione senza giustificata ragione per nascondere l’incapacità di rispondere alle difficoltà economiche e sociali di milioni di famiglie.
Dicono che c’è un problema di sicurezza. I lavoratori ne sanno qualcosa di insicurezza. E non solo per i continui infortuni sul lavoro: mai come in questo momento il reddito è incerto, la casa è un privilegio, il posto di lavoro insicuro, i diritti conquistati sono messi in dubbio.
Dicono che i clandestini sono il problema. Noi diciamo che le condizioni di lavoro diventano sempre più dure e che far dipendere il permesso di soggiorno dal contratto di lavoro è un ricatto. Tutti i lavoratori oggi sono trattati come clandestini, visto il silenzio che circonda la loro condizione di precarietà. Per questo vogliamo costruire un patto di solidarietà per rilanciare i diritti di tutti/e e perché la vera emergenza è quella democratica.
Dicono che gli immigrati e persino i rifugiati, entrando in Italia senza alcun documento, hanno commesso un reato e che chi è senza un permesso di soggiorno deve essere considerato come un criminale. Quale sarebbe il corpo del reato di chi rischia la vita per entrare in Italia? Che ne sarà di tutti gli immigrati che lavorano e vivono in Italia ma che a causa di un sistema legislativo ipocrita non possono regolarizzare la loro posizione?

Noi sappiamo che gli aspetti perversi e repressivi della normativa in vigore inaspriti dal pacchetto sicurezza faciliteranno l’economia sommersa e renderanno più difficile a chi è già regolare mantenere i diritti acquisiti. Noi diciamo che è un dovere proteggere i richiedenti asilo che fuggono da conflitti e persecuzioni. Noi sappiamo che nessuno potrà fermare uomini, donne e bambini in fuga e che senza attivare canali di ingresso regolari, l’introduzione di un permesso di soggiorno per ricerca di lavoro, senza dare la possibilità al datore di lavoro di regolarizzare il suo lavoratore (dalle colf e badanti a tutti i lavoratori subordinati e autonomi), i lavoratori immigrati saranno sempre più invisibili pur continuando a far arrivare sulle nostre tavole frutta e verdura, ad accudire i nostri cari, a costruire palazzi e infrastrutture, a fare le pulizie, a lavorare nei pubblici esercizi. Dunque negare il permesso di soggiorno ai lavoratori immigrati è un proibizionismo che aiuta a sfruttare uomini e donne, aumentando la precarietà di tutti.

Noi diciamo che è criminale chi vuole l’irregolarità per poter sfruttare meglio la manodopera immigrata e per abbassare i salari degli italiani.. Noi diciamo che è ipocrita chi da un lato etichetta un immigrato come criminale e dall’altro fa campagna acquisti per reperire braccia a buon mercato.
Dicono che la famiglia è un valore sacrosanto ma il Governo vuole limitare fortemente il ricongiungimento familiare rendendo donne, bambini e uomini più soli.
Dicono che le nostre città sono in grave pericolo e che il pericolo proverrebbe dagli immigrati.
Ma non sentiamo la stessa tensione per combattere i poteri criminali, i crimini ambientali, il disagio e la povertà …non sentiamo la stessa tensione per combattere queste ingiustizie.

Noi non vogliamo guardare solo le braccia degli uomini che producono, ci piace provare a guardare gli altri negli occhi per provare a costruire città vivibili, pulite, accoglienti, dove i legami sociali e le relazioni solidali rendano le persone più sicure.

C’è una bruttissima aria in giro. Non permettiamo a nessuno di speculare sulle nostre paure. Nessuna carica politica dovrebbe mai giustificare la violenza come risposta alla paura perché questa risposta genera una regressione culturale, sociale e civile che prima o poi coinvolge tutti i cittadini.

Ci mobiliteremo Contro tutti i razzismi ed il pacchetto sicurezza per:

Una regolarizzazione dei migranti che loro malgrado sono ancora irregolari e che di fatto da anni vivono e lavorano in Italia senza alcun riconoscimento. Basta stragi nei mari: è ora di prevedere canali di ingresso regolari (senza la farsa del decreto flussi) e permessi di soggiorno per ricerca di lavoro;
Il ritiro del “pacchetto sicurezza”(reato di ingresso illegale, 18 mesi di permanenza nei centri di Identificazione ed Espulsione, limitazioni al ricongiungimento familiare, esame del DNA per accertare la parentela, gravissime restrizioni sul diritto di asilo etc);
Garantire il diritto di asilo e di accoglienza. Per l’applicazione delle innovazioni introdotte dal decreto procedure e qualifiche in recepimento delle direttive europee;
Per la chiusura dei C.P.T! E’ scandaloso sperperare danaro pubblico per militarizzare mari, coste e città al fine di detenere persone che non hanno commesso alcun reato!
Le tasse dei cittadini devono essere investite per costruire città accoglienti e politiche di integrazione unico mezzo per avere città sicure!
L’introduzione del diritto di voto;
Il rafforzamento dei ricongiungimenti familiari e la possibilità che i bambini nati in Italia ottengano la cittadinanza.

Per questo il movimento dei migranti, dei rifugiati e degli antirazzisti intende riprendere con forza la parola attraverso una serie di campagne e percorsi di riappropriazione dei diritti di cittadinanza, affinché i nostri bisogni concreti siano posti al centro dell’attività legislativa. Lanciamo un patto per costruire legami di solidarietà, perché i diritti sono l’unico strumento per combattere l’insicurezza.

4 OTTOBRE CORTEO ANTIRAZZISTA per le strade di Caserta.
Al termine del corteo azioni di lotta e visibilità delle comunità dei migranti e degli antirazzisti.
5 OTTOBRE Manifestazione “Live contro il Razzismo”e TALK SHOW in Piazza Redentore
6 OTTOBRE la mobilitazione continua con il confronto con le Istituzioni locali e nazionali.

Comitato promotore della Campagna antirazzista:

Movimento dei migranti e dei rifugiati di Caserta – C.S.A.“Ex-Canapificio” – Ta.Co.Ci.Su. Casa Rut – Caritas Diocesana di Caserta -Padri Sacramentini – CGIL Camera del Lavoro – Tenda di Abramo – Ass.ne culturale Movimentazione – padre Alex Zanotelli – CIDIS onlus – Ass.re Adriana D’Amico – L’ORCHESTRA di PIAZZA VITTORIO – DACIA MARAINI- MASSIMO RANIERI – PIETRO CONDORELLI – ARCI Ce – Legambiente – Nero e Non solo ! -Opera Nomadi (Ce) – Laboratorio Sociale Millepiani – Amani Caserta –- Don Giorgio Quici, Parrocchia di S. Maria del Carmine e S. Giovanni Bosco – Don Antonello Giannotti, Parrocchia SS Nome di Maria – Don Michele Cicchella (Parrocchia Ns Signora di Lourdes) – Don Oreste Farina (Parrocchia S. Maria della Pietà) – Don Stefano Giaquinto (Parrocchia S. Maria della Vittoria) –

(stiamo attendendo altre adesioni)

Info e contatti: csaexcanapificio@libero 0823/216332 333/4752396 (Referente Mimma D’Amico)

Annunci

8 commenti so far
Lascia un commento

questo paese sta diventando sempre più razzista! nn solo questo episodio, ma anche quello accaduto a milano. Forse la sinistra deve utilizzare i suoi fondi per realizzare o un canale televisivo o una stazione radio. Oggi più di ogni altra cosa è necessaria una “vera informazione” , francesco farti portatore di questa idea, berlusconi ha in mano l’informazione e l’italiano è una pecora che crede a tutte le balle che dice la tv!!
Saluti di sinistra

Commento di Marco Urbini

castel volturno è solo un’avvisaglia. se continuiamo a trattare gli immigrati come carne da macello alla fine la rabbia esploderà.

i morti di camorra sono tutti uguali, al di là del colore della pelle

Commento di dick82

Aderisco all’appello. Con la Comunità Agesci R/S integruppo di Messina abbiamo conosciuto i Padri Sacramentini, Casa Rut e il Vescovo Nogaro. Quindi pur se da lontano…SIAMO CON VOI.
E’ in questi momenti che si deve trovare la forza di andare avanti

Commento di Domenico Siracusano

Sono una cittadina italiana sposata con un cittadino ganse sei anni fa ho lasciato Italia perche siamo una NAZIONE RAZZISTA E SCHIFOSA
Ogni volta che torniamo in Italia i poliziotti guardano il passapoto di mio marito con sdegno e superiorità
Non tornero mai , soprattutto alla luce di queste notizie
Noi siamo razzidti tra Nord e Sud quindi figuratevi con quelli che definiamo ancora NERI…mi dispiace tanto per voi che vivete ancora in una nazione cosi indietro

Commento di maricla

è arrivato ora il momento di fare sentire le nostre grida perchè certe cose non sono ora concepibili in un paese occidentale nel 2008, vogliamo che i nostri diritti siano riconosciuti e sopratutto che la stampa non continui ad essere un giocatolo in mano a politici razzisti ed irresponsabili.
io sono il presidente di un associazione culturale UMOJA di parma e vogliamo andare alla manifestazione a Caserta questo sabato, e vorremmo sapere sè ci sono persone/associazioni che si organizzano dal nord con pullman/macchine in modo di fare un viaggio insieme.
grazie.

Commento di associazioneumoja

inutile dire che condivido in pieno la preoccupazione ed anche il disgusto per la cultura razzista che si va diffondendo in Italia, purtroppo però il fenomeno non è circoscritto al nostro paese, basta vedere ieri il dato inquietante del 30% all’estrema destra in Austria.
con la crisi economica alle porte, ho paura che la situazione possa precipitare verso un involuzione xenofoba delle democrazie occidentali.
noi intanto cerchiamo di dar voce all’antirazzismo. per info su come arrivare a caserta dal nord, contatta i compagni dell’ex-canapificio di caserta:
csaexcanapificio@libero.it

nell’appello ci sono anche i riferimenti telefonici.

Commento di Francesco Caruso

sotto la pioggia, riparati sotto le pedane del palco di piazza vanvitelli, la mimma e il sempreverde alf, presidente del movimento, hanno scritto questo comunicato alla stampa:

OGGI MANIFESTAZIONE ANTIRAZZISTA A CASERTA: 15.000 IN PIAZZA
Promotori lanciano patto di solidarietà per i diritti con gli italiani

Al termine del corteo, gli organizzatori insieme a migliaia di migranti, resteranno in presidio in piazza Vanvitelli per una due giorni di happening, allestendo punti di ritrovo per trascorrere la notte. domani alle ore 18 concerto live contro il razzismo con l’orchestra di
piazza vittorio e Pietro Condorelli. Stasera veglia per le vittime delle carrette del mare.

Oltre 15.000 persone in Piazza a Caserta per una manifestazione di rilevanza nazionale sono un risultato straordinario, che si spiega con le tante adesioni al corteo, ma soprattutto con l’ondata di indignazione che sta attraversando le comunità migranti dopo la strage di Castelvolturno e i tanti, troppi episodi di razzismo e di violenza verso gli immigrati, come a Pianura.
Come venti anni fà con la morte di Jerry Masolo, noi speriamo che dopo la strage terroristica degli migranti innocenti di Castelvolturno, la manifestazione di oggi a Caserta, e quelle a Roma, ad Ancona , a Parma e a Milano, segnino la sollevaziione della coscienza civile contro la legislazione discriminatoria che oggi espone migranti e rifugiati allo sfruttamento, alle violenze, agli speculatori.
“Siamo noi le prime vittime dell’insicurezza – ha detto Stephen della comnità ghanese di Castelvolturno – perchè l’unica vera sicurezza si fà con i diritti. Invitiamo la popolazione italiana a sancire un’alleanza dei diritti contro gli imprenditori della paura e della precarietà”.
La manifestazione di oggi lancia messaggi fondamentali:
– prevedere canali di ingresso regolari attualmente inesistenti;
– regolarizzare i lavoratori immigrati che nonostante da anni vivono e lavorano nel nostro paese, non si vedono riconosciuti un permesso di soggiorno
– difendere il diritto d’asilo.
– Apprezziamo la vicinanza delle istituzioni locali, ma questa vicinanza deve tradursi in politiche e risorse vere per l’accoglienza. Un terreno su cui la regione Campania è ancora tropo indietro. Inoltre chiediamo al presidente Bassolino di esprimersi pubblicamente contro il rischio paventato di un centro-lager per migranti anche nella nostra regione.
– Auspichiamo l’impegno della questura e della prefettura nel rinforzare gli uffici preposti al rilascio e al rinnovo dei permessi di soggiorno.
Proponiamo a tutte le realtà antirazziste, alle comunità dei migranti, alle amministrzioni democratiche una grande assemblea per dicembre nella sala consiliare di Castelvolturno per cominciare concretamente a sviluppare il necessario cambio di rotta.

COMITATO PROMOTORE DELLA MANIFESTAZIONE DELLA MOBILITAZIONE ANTIRAZZISTA DI CASERTA

per info: 3334752396 (mimma) csaexcanapificio@libero.it

Commento di Francesco Caruso




Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: