AltroSud, il Blog/Shock di Francesco Caruso, scosse di defribillazione scritta per far riprendere i cuori a battere e le menti a pensare


l’esercito israeliano ha attaccato e dirottato un’altra nave pacifista. Ma non ci faremo intimidire: il 2 marzo ripartiamo per Gaza

Per aggirare il silenzio dei media italiani, fai girare per favore la notizia

Oggi 5 febbario 2009 la marina israeliana ha nuovamente attaccato in acque internazionali una nave carica di aiuti umanitari.
Dopo aver aperto il fuoco, l’ha abbordata e dirottata in Israele. Equipaggio e passeggeri sono ancora in stato di fermo.
Non dobbiamo però farci intimidire, dobbiamo continuare a tentare di rompere quest’assedio criminale e illegale: insieme agli attivisti del free gaza movement il 2 marzo salperemo nuovamente da Cipro con una nave pacifista carica di tonnellate di aiuti umanitari e medicinali e per la popolazione di Gaza. Sulla nave saremo presenti anche una delegazione italiana dei movimenti di solidarietà con la Palestina.
Possono spararci addosso, speronare, dirottare, ma non riusciranno mai ad affondare la nostra rabbia e il nostro spirito di solidarietà.
Francesco Caruso

a seguire:
– Comunicato di FreeGaza
– dispaccio Ansa su dirottamento nave pacifista
– info su prossima missione navale
– come sostenere la missione di freegaza

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COMUNICATO FREE-GAZA

Israele attacca nave libanese carica di aiuti umanitari e picchia i passeggeri.

Un attivista di FreeGaza era a bordo di questa nave, la TALI, e FreeGaza ha collaborato durante la sosta a Cipro ad ottenere dalle autorità locali che la nave fosse perquisita e controllata prima della partenza per Gaza.
Per favore fate sentire la vostra indignazione, ancora una volta, contro Israele, che con prepotenza esercita atti di pirateria nel Mediterraneo orientale.
A bordo c’era un patriarca anziano da Gerusalemme così come parecchi attivisti libanesi dei diritti umani.
Secondo testimoni oculari, i passeggeri sono stati picchiati e gran parte della barca è stata distrutta.
Stiamo controllando la condizione delle unità di plasma caricate a bordo, perché, se è vero che i pirati dell’esercito israeliano, hanno spento i generatori, questo plasma si distruggerà molto rapidamente.
La posizione della nave al momento dell’attacco era questa:

Potete seguire la storia in inglese su alcuni siti:
Aljazeera
Reuters (video)
http://www.google.com/hostednews/ap/article/ALeqM5ioi_0jtO9RjMwPNRoXNCndRPRq3gD965CKD80

Free Gaza Movement
Media Team
310 422 7242
http://www.freegaza.org

GAZA: ISRAELE BLOCCA E ABBORDA NAVE DA LIBANO
– Una nave con aiuti umanitari e con a bordo attivisti pro-palestinesi, tra i quali l’arcivescovo Hilarion Capucci, e giornalisti di Paesi arabi, è stata fermata oggi dalla Marina militare israeliana mentre cercava di forzare il blocco marittimo imposto da Israele lungo la Striscia di Gaza e dirottata nel porto di Ashdod per controlli. Un portavoce militare ha detto che una perquisizione del vascello ha permesso di accertare che non conteneva armi. Fonti informate hanno poi detto che i passeggeri della nave saranno trasferiti in Libano tramite il valico di Rosh Hanikra, una volta conclusi gli accertamenti e le verifiche delle identità, che gli aiuti umanitari arriveranno a Gaza e che la nave sarà restituita al legittimo proprietario. La spedizione degli aiuti era stata organizzata dal Comitato Nazionale Palestinese contro l’Assedio in cooperazione col Movimento FreeGaza. L’azione israeliana ha suscitato reazioni incollerite in diversi Paesi arabi. La Siria ha affermato che è stato un «atto di pirateria» e il premier libanese Fuad Siniora ha espresso «assoluta condanna per la flagrante aggressione». Secondo il portavoce militare la nave, denominata ‘Talì e ribattezzata ‘Fratellanzà dagli organizzatori del viaggio e battente bandiera del Togo, era partita alcuni giorni fa dal porto di Tripoli e aveva poi gettato le ancora a Cipro prima di ripartire con destinazione Gaza. La nave, ha affermato il portavoce, è stata ripetutamente avvertita via radio che non aveva il permesso di entrare nelle acque territoriali di Gaza. Il comandante del vascello ieri sera avevo assicurato che la sua destinazione era il porto egiziano di El Arish, a poca distanza dalla Striscia. Questa mattina però la nave ha improvvisamente cambiato rotta puntando in direzione di Gaza, dopo aver di nuovo ignorato gli avvertimenti a non violare il blocco e comportandosi in modo da insospettire gli israeliani. La nave, secondo il portavoce, è stata allora intercettata da unità della marina militare e poi abbordata, dopo colpi di avvertimento. Durante l’abbordaggio, a suo dire, non è stato fatto uso di armi da fuoco. Un corrispondente della Tv del Qatar Al Jazira, che si trovava sul vascello, ha detto che dall’unità israeliana sono stati sparati diversi colpi e che i passeggeri sono stati picchiati. Un portavoce della polizia, citato dalla radio pubblica israeliana, ha detto che è stata usata solo la forza necessaria per compiere gli arresti nei casi di resistenza. Un alto ufficiale della marina ha detto all’emittente, che la decisione di bloccare la nave è stata presa «per porre fine a queste passeggiate tra Cipro e Gaza». Nei mesi scorsi Israele ha permesso a due navi di pacifisti con aiuti umanitari, provenienti da Cipro, di rompere il blocco marittimo di Gaza. Tra i passeggeri della Fratellanza il nome più noto è quello dell’ex vicario patriarcale melchita di Gerusalemme Hilarion Capucci che nel 1974 era stato condannato a 12 anni di carcere in Israele dopo essere stato sorpreso contrabbandare armi dal Libano, nascoste nella sua automobile con targa diplomatica, per conto di organizzazioni palestinesi. Capucci era stato liberato tre anni dopo in seguito a un intervento di Papa Paolo VI presso il presidente Katzir. Israele aveva posto due condizioni: che Capucci non avrebbe più fatto politica e che non sarebbe più tornato in Medio Oriente. (ansa)

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Partiamo di nuovo

Annuncio del Movimento Free Gaza
27 Gennaio 2009

Dopo aver parlato con i nostri corrispondenti a Gaza, con i nostri donatori e dopo aver discusso sulla situazione a Gaza, annunciamo la nostra prossima partenza per Gaza durante la settimana che inizia il 2 marzo, 2009. Confidiamo di portare un’ imbarcazione cargo carica di materiale da ricostruzione e attrezzatura medica oltre ad un’imbarcazione di passeggeri. Nel corso del prossimo mese gli organizzatori saranno impegnati a procurare i fondi per acquistare entrambe le imbarcazioni e raccogliere il materiale da costruzione, soprattutto cemento, legno e tubature in PVC.

Derek Graham, primo ufficiale delle precedenti spedizioni, ha dichiarato “Questa volta dobbiamo fare qualcosa di più che inviare una delegazione simbolica. Dobbiamo portare materiale che serve a ricostruire le infrastrutture che Israele ha distrutto a Gaza”. Derek ha intenzione di portare i progetti in Irlanda del Nord, alla fine di gennaio, e parlarne con i simpatizzanti e donatori irlandesi.
“Il Movimento Free Gaza si è sempre proposto come organizzazione per i diritti umani, ma ci rendiamo conto che possiamo portare qualcosa di più che semplici osservatori. Per questo ci stiamo assicurando di avere il tempo e i fondi necessari per trasportare quanto più possiamo” afferma Huwaida Arraf, leader di molte spedizioni precedenti.

L’imbarcazione di Free Gaza, DIGNITY, è stata speronata tre volte dalla marina israeliana il 30 dicembre mentre navigava nettamente in acque internazionali. Gli organizzatori del movimento stanno intraprendendo azioni legali contro il governo israeliano sia per pirateria in alto mare che per danneggiamenti all’imbarcazione. I danni sono stimati tra i 100 e i 150 mila euro e sono necessari cinque mesi per le riparazioni.

“Israele ci ha speronato sperando di affondarci. Non possiamo vederla in altro modo, chi era sull’imbarcazione sa benissimo che non è stato un incidente. Non si sono resi conto di quanto fosse robusta DIGNITY e di quanto fosse coraggioso il capitano, Denis Healy” ricorda Eliza Ernshire, una delle passeggere a bordo dell’imbarcazione bloccata.

Ora abbiamo “Spirit of Humanity” che potrebbe accompagnare l’imbarcazione cargo, ma stiamo comunque cercando una barca più grande che possa trasportare a Gaza dalle 50 alle 75 persone. Alcune personalità hanno chiesto di venire con noi quando la missione sarà pronta. Stiamo cerando altre persone e se qualcuno di voi avesse dei suggerimenti per cortesia passateceli.

Free Gaza Movement
http://www.freegaza.org

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INFO CAMPAGNA DI SOTTOSCRIZIONE PER MISSIONE FREEGAZA:
Come potete immaginare, questa missione ha costi molto elevati.
FreeGaza ha lanciato una campagna di sottoscrizione a livello internazionale ed ha preventivato la partenza la prima settimana di marzo, per avere il tempo necessario per raccogliere i fondi e fare tutti i passaggi necessari affinchè la missione abbia luogo e venga portata a termine positivamente.
E’ necessario un piccolo contributo economico da parte di quante più persone possibili.
La settimana scorsa, tramite il tam-tam su internet abbiamo raccolto 1.865€ nel giro di pochissimi giorni (il resoconto dettagliato delle sottoscrizioni lo trovi qui).
C’è bisogno di allargare ed estendere la campagna di sostegno.
Per questo fate girare quanto più possibile questo appello.
Cercate di contattare personalità disposte a prendere parte alla missione.
Cercate di organizzare nelle città momenti di sensibilizzazione e di raccolta fondi: assemblee, presidi, volantinaggi, banchetti, cene o serate di autofinanziamento.
Per sottoscrivere potete farlo direttamente sulla sezione donazioni del sito di freegaza
Se avete difficoltà ad accedere alle modalità di sottoscrizione segnalate sul sito (spesso problematiche, anche il collegamento al paypal di freegaza), potete utilizzare il canale di sottoscrizione on-line che ho personalmente aperto precedentemente per la raccolta fondi per Gaza.
Tuttavia, a fronte degli elevati costi per il trasferimento con paypal (il 3,5%) , forse è meglio spendere solo un euro e sottoscrivere attraverso una semplice ricarica postpay da qualsiasi ufficio postale
( postpay numero 4023600471293375 intestata a Francesco Caruso)

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2 commenti so far
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Hamas ha protestato ieri contro la “congiura internazionale” che vorrebbe bloccare il contrabbando delle armi a Gaza, rivendicando il “diritto alla resistenza” dei popoli oppressi: nessuno si sogni di negar loro la possibilità di sparacchiare su Israele e di rapire soldati e ammazzare civili israeliani. Io non so se nella legge internazionale esista davvero un diritto del genere, ho trovato solo fonti diciamo non troppo obiettive. Ma vorrei cercare di immaginare con voi cosa potrebbe voler dire questo “diritto di resistenza, erroneamente scambiato per terrorismo”, che farebbe sì che “qualunque persona possa prendere le armi per resistere all’oppressione e diventare con ciò un combattente legittimo,” come ho letto in rete. Per esempio, una piccola minoranza degli abitanti di una provincia di uno stato democratico, che pratica una religione diversa o parla una lingua diversa dalla maggioranza, potrebbe decidere di essere oppressa, e “prendere le armi”, cioè mettere bombe, sparare a poliziotti e avversari politici, sequestrare i propri nemici ecc. Vi dice qualcosa questo? Per esempio a proposito di Irlanda del Nord, Paesi baschi e Alto Adige: Eta, Ira ecc.? Capisco. Oppure alcuni abitanti di una valle non gradiscono una linea ferroviaria e occupano i terreni per impedire la costruzione? Già, si chiamano No Tav. In Spagna hanno perfino ammazzato un imprenditore edile impegnato nei lavori. Ma se i poliziotti arrestano qualcuno dei “resistenti”, la loro è “repressione”, naturalmente “fascista”, non “resistenza”, sia chiaro!
Scusate, ma se io non gradisco l’arbitraggio di una partita, posso invadere il campo e picchiare i poliziotti, magari ammazzarne uno, così, per esprimere la mia “rabbia”? Per resistenza, voglio dire, non per tifo… Già successo anche questo? Lo studente di scuola media può “resistere” al professore che gli dà cattivi voti, magari picchiandolo? (La sospensione e il 5 in condotta in questo caso, sono certamente “repressione” e “congiura”, beninteso!) E il prepotente del secondo piano di casa mia, quello che mi dà fastidio ascoltando musica fino a tardi, non potrei “resisterlo” anch’io con un vaso di fiori in testa quando passa sotto la mia finestra? Purché non se la prenda, neh… Ah che bel mondo se tutti esercitassero il diritto di resistenza contro tutti… e nessuno potesse reagire. Per amore della natura, perché non chiamiamo “legge della giungla” questa meravigliosa utopia postmoderna? Gaza è un po’ sabbiosa, ma non ne è un esempio perfetto? I resistenti resistono moltissimo, sparano, rapiscono, fanno saltare bombe, e tutto il mondo approva, o almeno comprende… Ma attenzione, se gli israeliani si arrabbiano e rispondono ai missili, quella non è resistenza, è repressione e genocidio!

Andrea

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