AltroSud, il Blog/Shock di Francesco Caruso, scosse di defribillazione scritta per far riprendere i cuori a battere e le menti a pensare


a Poggio Picenze si stà bene.

23 maggio 2009 – 21.16 A Poggio Picenze si sta bene

A Poggio Picenze si sta bene, se non consideriamo la temperatura esterna intorno ai 30° e quella interna alle tende certamente superiore. Stanno bene specialmente gli anziani, magari malati e stanchi. Alcuni erano talmente stanchi che hanno preferito morire. Ma Francesco ha fiducia e mi dice: “Tanto domani arrivano i condizionatori”. I condizionatori il giorno dopo non sono arrivati e nemmeno quello dopo ancora…

Sappiamo che una settimana fa si parlava di virus gastrointestinale. Colpiva gli sfollati nelle tendopoli, solo a Poggio Picenze sono state male circa 70 persone. Qualche giorno dopo sono arrivati i NAS. Hanno portato via la cucina da campo perché non rispettava le norme igieniche. Solo un caso, perché a parte questo a Poggio Picenze si sta bene. Non importa se quando hanno portato una nuova cucina – o era sempre la stessa? – hanno cucinato spaghetti spezzati bolliti, senza neanche un filo d’olio, seguiti da un bel wurstel come secondo. Ci sono sfollati a Poggio Picenze di fede musulmana. E’ come se dessero una fiorentina a un cattolico il venerdì santo… Ma questo, mi rendo conto, è del tutto secondario.

A Poggio Picenze si sta bene, in fondo i macedoni sono andati via quasi tutti e chi è rimasto deve vedersela con gli xenofobi di Casa Pound. Gestiscono il magazzino degli abiti e degli alimenti. Qualche giorno fa è tornato dal suo paese un macedone, accompagnato da sua moglie incinta. Ha chiesto delle coperte perché gliene avevano date solo due. Se di giorno si crepa di caldo vi assicuro che di notte fa freddo. Si è visto trattare in malo modo dal buttafuori del magazzino. Se Alessandra non fosse intervenuta probabilmente non avrebbe avuto nessuna coperta… Ma a parte queste piccolezze, al campo di Poggio si sta benissimo.

Io sono residente a Poggio Picenze da molti anni, però quando arrivo all’ingresso del lager c’è uno sconosciuto vestito da Rambo che mi chiede: “Lei chi è e cosa deve fare nel campo?”. Evidentemente non ho quel carinissimo tesserino giallo che fa sentire le persone tutte parte di uno stesso gruppo. La sicurezza è importante e viene prima di tutto. Ma non è una questione di sicurezza anche la distribuzione di cibi non avariati? Forse no, dopo tutto a Poggio Picenze si sta bene.

Faccio un giro per salutare altri amici che si trovano in altre sistemazioni esterne al campo. Mentre parlo con alcuni di loro, vicino alla Piazza Rosa, passano due ceffi che rallentano per girare e ci scrutano dettagliatamente. Lì per lì mi preoccupo, poi mi è tutto chiaro. Sono i tutori dell’ordine di Casa Pound. Si chiamano Casa Pound ma sono a casa tua. Ti fanno sentire un’estranea, ma lo fanno solo per tenere sotto controllo la situazione, per motivi di sicurezza.

Mai stati così sereni i poggiani! Sono talmente sereni che a guardarli mi viene voglia di portarli tutti via con me.

Stefania Pace
Residente a Poggio Picenze.
Sfollata a Silvi.

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