AltroSud, il Blog/Shock di Francesco Caruso, scosse di defribillazione scritta per far riprendere i cuori a battere e le menti a pensare


Il partito del sud? Esiste da 50 anni e continua a fare danni!

Anni fà ci hanno sbattuto in galera per aver tentato di organizzare il “Sud Ribelle”, una rete di attivisti impegnati nella ricostruzione di uno spazio di movimento per combattere il degrado politico nel meridione, un esercizio concreto di democrazia diretta per la riappropriazione dei diritti sociali negati, come il reddito, la casa, la salute: diritti per tutti e non più favori per pochi da implorare al potente di turno.
Sovversivi! In galera! Come vi azzardate, avranno pensato lor signori, ad avanzare tali preteste in queste terre?
Il ceto politico parassitario meridionale, quella moltitudine di affaristi e professionisti della politica che, nell’arte del trasformismo e della corruzione, ha saputo sopravvivere e consolidarsi anche dinanzi ai profondi cambiamenti del quadro politico-istituzionale, è ancor’oggi il cancro del mezzogiorno.
Vive e si riproduce in nome di un sottosviluppo che loro stessi promuovono, perchè è proprio agitando questo fantasma che continuano a drenare e rastrellare quel denaro pubblico fondamentale per mantenere in piedi questo sistema di governance parassitaria fondato sul controllo clientelare del voto e la discrezionalità nella gestione dei fondi.
Il partito del sud già esiste da oltre 50 anni, nelle sue forme camaleontiche, trasformistiche, para-massoniche, con la sua predisposizione a saltar in volo sul cavallo vincente, con le sue dosi massicce di ipocrisia, corruzione e menzogna che riverbera nel corpo della società.
La guerra tra i signori Alfano e Miccichè per la conquista del feudo siciliano è solo uno dei tanti tasselli di questa trama di potere che soffoca il sud, ma dietro questa guerra si agita però la questione ben più cruciale della chiusura del ciclo ultraventennale dei flussi di finanziamenti europei prevista per il 2013.
Prima di allora, ne va della sopravvivenza stessa dell’intero sistema, bisognerà implementare altre strategie per il rastrellamento di denaro pubblico.
Del resto, penseranno in cuor loro ministri, deputati, assessori e il loro infinito codazzo e sottobosco para-istituzionale, se per gli operai della Fiat di Pomigliano si spendono 2,5 miliardi di euro per garantire i 5000 posti di lavoro nel contratto di programma del 2003 (che direttamente agli operai facevano 600.000 euro a testa, ma i soldi allora lì intascò Agnelli e oggi gli operai son tutti in cassintegrazione) bisognerà pur trovare qualche decina di miliardi di euro l’anno per preservare queste altrettanto migliaia di ben più onerosi posti di lavoro, non foss’altro per il loro contributo in termini di passivizzazione e controllo sociale.
Il governo Berlusconi, il suo ministro para-leghista Tremonti, dopo le tante chiacchiere sul federalismo, convengono su un ritorno al passato: una nuova cassa per il mezzogiorno, promossa proprio da coloro i quali per decenni l’hanno denigrata e criminalizzata.
Un bel carozzone per rafforzare la Politica, una politica che tenta di tornare egemone dopo il ventennio di ubriacatura neoliberista a partire in Italia proprio da un suo avamposto privilegiato, il sud, dove nemmeno negli anni d’oro del neoliberismo ha mai fatto un passo indietro rispetto all’allora tanto decantato primato dell’impresa.
Ieri l’annuncio di 4 miliardi di euro per la Sicilia: scompariranno anch’essi nel buco nero del parassitismo politico-clientelare come le altre centinaia di miliardi di euro che da Roma e Bruxelles sono arrivati in questi anni, ma c’è chi festeggia a gran voce perchè gestirà in prima persona quest’enorme flusso di denaro pubblico per cementificare non solo un territorio già sventrato ma soprattutto il proprio sistema di potere personale.
Potrebbero essere spesi, piuttosto che in opere fantasma e assunzioni clientelari, in una forma di sostegno diretto al reddito, svincolato dalla discrezionalità del potere: sarebbero 1000 euro per tutti, certo anche per i ricchi e i facoltosi, ma non è meglio consegnare 5000 euro ad ogni cassintegrato siciliano con 3 figli a carico, o 1000 euro ad ogni disoccupato, piuttosto che 4 miliardi di euro ai vari Lombardo e Miccichè?
In conclusione quale è più temibile, questo potere criminale dei politici meridionali o il potere criminale dei mafiosi?
Ma siamo certi che sia possibile segnare questa distinzione?
La storia ci insegna che i veri criminali si annidano sempre nei piani alti e non nei bassifondi della società.
Per questo il partito del sud non è una novità ma una costante nella storia del nostro paese: pur senza una vera strutturazione partitica o sub-partitica, questo reticolo, questa lobby, questa accozzaglia di mafiosi e parassiti della politica da decenni soffoca il nostro mezzogiorno.
Contro di loro, che si tingano di nero, di rosso, di rosa o di blu, bisogna continuare a combattere.

Francesco Caruso

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6 commenti so far
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Giustissimo! Tuttavia sono sempre più convinto che solo un Sud indipendente potrà migliorare in ogni senso. E’ la corruzione delle cosche finanziarie del Nord che ci ha rovinato e trasformato in una loro colonia.

Commento di Antonio Pagano

hai proprio ragione, Franco, anche se non possiamo astenerci dal dire che la classe politica meridionale è tale anche in quanto riflette ampie fette di popolazione meridionale depressa che si autocondanna, anche culturalmente, ad un ruolo di subalternità ai politici stessi; bisognerebbe creare un circuito virtuoso di democrazia effettiva e partecipazione dal basso sulle decisioni che vengono prese sulla testa dei cittadini territorio per territorio; ma come fare? ora come ora, non ne vedo le condizioni

Commento di Gio

Francesco, il partito del Sud è nato a Gaeta nel 2002, niente ha a che vedere con i mestatori del Sud, con gli ascari che militano nei partiti del Nord ( destra sinistra, che per noi, sono solo indicazioni stradali. Il Partito del Sud affonda nella storia, in ciò che è successo dal 1860 ad oggi. Il Sud è statop spogliato di tutto. i nostri partigiani venivano chiamati Briganti; han fatto emigrare 30 milioni di persone. E’ arrivato il tempo in cui devono pagare. Si sono accorti che hanno perso 7 milioni di voti e si stannod ando da fare con la solita clientela. L’Italia è diventata un carciofo da sfogliare. $ miliardi alla Sicilia, poi ne arriveranno un paio per la Calabria e così via, tanto a pagare sarà sempre il sud. Stanno desertificando il Meridiona d’Italia, 150 mila ghiovani lasciano ogni anno il Sud. stanno tutti zitti. Stiamo mettendo radici in tutta italia, a Catania abbiamo inaugurato il primo supermercato Comprasud d’Italia, dove si vendono solo prodoti meridionali. Hanno paura del Partito del Sud, è contro il risorgimento piemontese che ha generato quel capitalismo becero che conosciamo e che ha generato i partiti di destra e di sinistra che difendono quegli interessi che io ho semrpe chiamato (tosco-padani). Siamo lenti ad affermarci, non abbiamo alle spalle strutture mediatiche, soldi a che possa essere pubblicizzato, ma abbiamo due assessori, a Gaeta ed uno in pr di catania.

Commento di antonio ciano

Non credo che abbiamo bisogno di un partito del sud, ma di Uomini del Sud con le Palle. Uomini e Donne che non si vendono per un posto in una fabbrica o per un “favore” al criminale di quartiere. Uomini e Donne che sanno addò stà o’ bbuon e o malament’. I partiti sono fatti di uomini e donne a volte anche di gay, ma non è il nome del partito o il programma che permea le persone ma il contrario. Se iniziassimo a bastonare coloro che disattendono chi ha dato loro il voto, forse prima di agire in autonomia, ci penserebbero un paio di volte.

Commento di Vanni Cancello

Secondo me l’Italia esiste ancora, oggi come oggi, anche se siamo sulla buona strada per dividerla; è interessante vedere come lo stiano facendo, insieme alla Lega, proprio i nazionalisti fascisti e i coglioni che gridavano forza italia. Insomma, quelli che più hanno parlato di patria e nazione, con tutte le maiuscole del caso. Io nazionalista non sono, ma temo che un disgregarsi dell’unità statale si risolverebbe nel formarsi di tanti feudi e signorie, in una perdita dei valori riconosciuti (per quel che vale all’atto pratico) dalla costituzione, primo fra tutti la tanto disattesa eguaglianza tra cittadini (e tra cittadini di regioni diverse). Credo che il nemico sia questa classe politica (i Miccichè come i Berlusconi e i Bossi) e l’economia liberista alla quale – sotto sotto – tutto è subordinato, persino le sparate della Lega.

Commento di Mario

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Commento di Johne164




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