AltroSud, il Blog/Shock di Francesco Caruso, scosse di defribillazione scritta per far riprendere i cuori a battere e le menti a pensare


Berlusconi ancora non c’era, ma Calamandrei già sapeva

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso in difesa della Scuola nazionale, Roma, 11 febbraio 1950

tratto da: “Scuola democratica”, 20 marzo 1950.

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito?
Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali.
C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private.

Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio.

Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.

Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.

Attenzione, questa è la ricetta.

Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.”

Piero Calamandrei

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5 commenti so far
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Complimenti a Calamandrei per questa analisi che non lascia spazio ai dubbi, ma speriamo possa far “crescere la coscenza” di tutti gli italiani!…approfitto per salutare Francesco, che resta la miglior voce di un sud che “ribelle” non è, e continua a tenere la testa bassa, anche difronte alo scempio campano!!!…hanno avvelenato il territorio, adesso diventerà più facile per questo governo leghista e fascista, fare del sud la “Pattumiera d’Europa”!!!…vedrai, Francesco…stavolta sarà GUERRA CIVILE!!!!!…Rokko from Skunkzano!

Commento di Rocco da Skanzano

E’ incredibile ed inquietante che nel 2008 ci troviamo a dover fare ancora i conti con le strategie di infiltrazione dei neofascisti che cercano di aprire lo spazio alla criminalizzazione e alla repressione delle lotte.
L’attacco squadrista di oggi in piazza Navona fa parte del classico clichè d’azione delle frange dell’estrema destra che cercano di incunearsi nelle lotte per alimentare tensioni e violenze, per cercare di soffocare l’insorgenza moltitudinaria delle lotte studentesche dentro un schematismo falso e obsoleto degli opposti estremismi.
Respingere queste provocazioni neofasciste è una necessità di sopravvivenza per qualsiasi movimento.

Commento di francesco caruso

Il ministro Maroni cerca di intimidire gli studenti in lotta, affermando che denuncerà chi occupa le scuole.
Alle istanze e alle mobilitazioni studentesche, il governo non sa rispondere in altro modo che con le minacce, le denunce e la repressione.
Ma le denunce e i manganelli non hanno mai piegato un movimento, al più lo rafforzano nei suoi convincimenti.
Maroni farebbe bene a si occuparsi delle infiltrazioni e delle violenze neofasciste piuttosto che minacciare gli studenti in lotta.
Agli studenti dico non lasciatevi intimorire: sono anni ormai che le denunce per una semplice occupazione scolastica finiscono nel vuoto, concludendosi senza alcuna conseguenza reale e penale.
La scuola è infatti degli studenti e quest’assunto lo sanno anche le pietre, malgrado Maroni, Gelmini e Berlusconi cerchino ancora di ignorarlo.

Francesco Caruso

Commento di francesco caruso

posso chiederti se eri in piazza navona?i fascisti ai loro adepti ripetono che il ragazzo a cui si rivolge il poliziotto nel video di anno zero chiamandolo per nome(Francesco)saresti tu e non quello del blocco

Commento di chichetto

mi dici dove dicono questa stupidaggine, soprattutto se è su qualche sito o blog?

comunque io non era in piazza navona.

Commento di francesco caruso




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