AltroSud, il Blog/Shock di Francesco Caruso, scosse di defribillazione scritta per far riprendere i cuori a battere e le menti a pensare


Berlusconi ancora non c’era, ma Calamandrei già sapeva
ottobre 27, 2008, 12:48 pm
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Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso in difesa della Scuola nazionale, Roma, 11 febbraio 1950

tratto da: “Scuola democratica”, 20 marzo 1950.

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito?
Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali.
C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, Continua a leggere

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che rompimento di scatole questa democrazia!
ottobre 24, 2008, 1:16 pm
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Berlusconi e la Gelmini sono sull’orlo di una crisi di nervi, da quando hanno scoperto che, al di là dei sondaggi virtuali, esiste e dilaga sempre più nel paese il malessere sociale e la protesta studentesca.
Gli studenti poi sono terribilmente pacifici, non rompono una vetrina, non si azzuffano con i carabinieri, e questo rende più problematica la questione: al governo farebbe comodo relegare le istanze dei movimenti a mero problema di ordine pubblico, da delegare a qualche plotone di celere ed invece gli studenti protestano in modo fin troppo civile!
Ecco allora i dietrofront, le smentite, i balbettii, gli incontri pilotati con le associazioni studentesche amiche, oggi addirittura arriva ad agitare il fantasma delle infiltrazioni dei centri sociali, come se si trattasse di cellule terroristiche e non invece, come sono, luoghi di aggregazione giovanile, punti di ritrovo di studenti e precari.
I giornali infine che con i loro titoli infastidiscono il dolce risveglio del premier: dovrebbe valutare la possibilità di un decreto che salvaguardi il risveglio delle più alte cariche dello stato, un decreto che gli permetta di chiudere i giornali e la stampa democratica.
Insomma, povero Berlusconi, è proprio difficile vivere e governare in un sistema democratico.



la vedova Biagi mi cita per diffamazione e chiede 600000 euro
ottobre 17, 2008, 8:46 am
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Oggi mi è stata notificato l’atto di citazione presso il tribunale civile di Bologna per il 30 gennaio 2009.
La famiglia di Marco Biagi, la vedova e i suoi due figli, mi hanno denunciato per diffamazione e mi chiedono 600.000 euro di danni morali ed esistenziali.
Sono rimasto stupito e addolorato per questa scelta di richiedere un risarcimento economico per le mie parole.
Mi addolora pensare che una mia frase, ancorchè fraintesa, possa aver procurato un ulteriore aggravio di sofferenza ad una famiglia già segnata dal dolore: non era certo questa la mia intenzione.
Assassinare sotto casa un uomo che torna dal lavoro, ritengo non solo e non tanto che sia una azione politicamente sbagliata, ma piuttosto un atto di pura follia omicida, ancor più perchè si tratta in questo caso di una persona indifesa.
Io non ho nulla contro Marco Biagi, se non compassione e dolore per la sua morte.
L’ equivoco nasce proprio in virtù di un grido di dolore e disperazione dettato dal medesimo sentimento di pietà e compassione dinanzi alla morte, in questo caso di un giovane innocente lavoratore precario caduto da un impalcatura nel napoletano e morto sul colpo.
Assassini, una parola, un grido avventato ed eccessivo, un grido di rabbia rivolto nei confronti di chi ha fatto della precarietà il fulcro del rapporto tra lavoro e nuove generazioni.
Marco Biagi non c’entra nulla, perchè le leggi sulla precarietà non esistono certo per responsabilita’ di chi ha tecnicamente contribuito a scriverle quanto piuttosto per la volonta di una classe politica e degli interessi forti che la sorreggono.
Nei prossimi giorni deciderò se inviare gli atti alla giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera dei Deputati, in nome del principio dell’insindacabilità delle opinioni espresse durante il mandato parlamentare: sono indeciso su questo perchè non vorrei confondere i miei processi politici, politici perchè incentrati sulle idee e le parole, per quanto stramapalate e fuoriluogo possano sembrare ai più, con i processi che vedono coinvolti politici per tangenti, mafia e corruzione.
Il mio reato sono le idee e le parole, quello che su questo blog definisco il mio ostinato tentativo di scaricare scosse di defribillazzione semantica per tentare di risvegliare le coscienze e far riprendere i cuori a battere.
A volte sono scosse eccessive, ma perchè vedo troppi cuori e troppe menti che si spengono nell’apatia, l’indifferenza e la passività.



17 ottobre: SCIOPERO GENERALE
ottobre 15, 2008, 8:37 pm
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marina petrella e la vendetta di stato
ottobre 12, 2008, 8:17 pm
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La decisione del governo francese rappresenta una boccata di ossigeno che arriva d’oltralpe che contrasta contro una perversa logica della vendetta che vorrebbe riportare indietro le lancette della storia nel nostro paese.
Dopo 30 anni rinchiudere in carcere Marina Petrella, una persona del tutto diversa che si è ricostruita un altra vita, non si comprendere a cosa servirebbe, cosa mai potrà risarcire una sua lunga detenzione se non una semplice e banale sete di vendetta.
Malgrado il clima politico in Italia, la speranza è che questa decisione lungimirante di Sarkosy possa contribuire a riaprire il dibattito in Italia sulla necessità di promulgare un’amnistia sulle vicende della lotta armata negli anni settanta per chiudere definitivamente questa pagina della storia italiana.



Il capitalismo è malato, drogato e moribondo: noi l’abbiamo sempre detto.
ottobre 8, 2008, 11:27 am
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Per anni i vari Bush, Tremonti, Berlusconi, infatuati dall’ideologia neoliberista del libero mercato, hanno imposto le regole del profitto come unico strumento di autoregolazione sociale ed economica, hanno spiegato ai movimento noglobal e a chi contestava la globalizzazione che il mercato avrebbe sistemato tutto, disuguaglianze, povertà, degrado. Ora in queste ore di panico e di crisi questi esponenti politici della destra mostrano fin in fondo tutta la loro ipocrisia.
Propongono provvedimenti di statalizzazione e intervento pubblico nell’economia, una sorta di nostalgia latente per il regime politico del’Unione Sovietica.
Ma le misure di natura bolscevica di nazionalizzazione delle banche – e di socializzazione delle perdite per i contribuenti – non bastano a rallentare il disastro.
Gli avvoltoi della speculazione finanziaria sono già fuggiti da tempo con ricchi bottini e laute liquidazioni.
Il capitalismo neoliberista è un sistema malato, drogato e moribondo. Continua a leggere



Le assemblee di Bisaccia
ottobre 6, 2008, 4:16 pm
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Al mio paese facciamo tante assemblee. Ogni tanto capita qualcuno che tenta di rovinarle queste assemblee, perché al sud le cose belle hanno più nemici che altrove. Ci si abitua al male e quando il bene si presenta arriva sempre qualcuno a incornarlo. Il sud ha bisogno di strappi e di pazienza, di scrupolo e utopia. Continua a leggere